Note Legali

Trattamento fiscale dei contratti di leasing relativi ad autoveicoli immatricolati in Germania.

La legge italiana ammette la libera circolazione in Italia di autoveicoli immatricolati in Germania, intestati a società di leasing tedesche e concessi in locazione a cittadini italiani, residenti in Italia. Il leasing di tali autoveicoli presenta vantaggi fiscali.

Premesso che la locazione finanziaria di autoveicoli ricade sotto le norme dell’IVA del Paese in cui è il locatore ha la sua sed , il conduttore italiano di un’automobile intestata a una società di leasing tedesca è esentato da qualsiasi obbligo fiscale concernente fatturazione, registrazione e dichiarazione IVA. La fattura emessa dal locatore tedesco, quindi, è da contabilizzarsi esclusivamente ai fini delle imposte dirette.

In Germania, l’aliquota IVA applicabile ai contratti di locazione di automobili è del 19%. L’imposta è detraibile per imprenditori/lavoratori autonomi soggetti ad IVA, senza limiti di cilindrata e prezzo dell’automobile concessa in leasing, purché la stessa sia destinata ad uso “aziendale” e tale destinazione d’uso sia comunicata all’autorità fiscale tedesca. (3)

In caso di utilizzo “promiscuo” (4) dell’autovettura, il conduttore ha diritto di ottenere l’integrale restituzione dell’IVA tedesca, senza dover corrispondere alcuna imposta in Italia. Il conduttore, peraltro, potrà incaricare la società di leasing di provvedere al rimborso dell’IVA tedesca, attraverso un mandato e la presentazione del certificato di attribuzione IVA italiana.

Deve tuttavia puntualizzarsi che l’IVA tedesca non viene rimborsata a persone fisiche ed a soggetti che esercitino attività esenti da IVA. In tal caso, il vantaggio fiscale è rappresentato esclusivamente dalla più favorevole aliquota IVA tedesca, pari al 19% in luogo di un’aliquota IVA italiana del 20%.

Normativa

La storia della fiscalità auto in Italia nell’ultimo anno è stata quantomeno turbolenta.

Tutto è nato dalla sentenza della Corte Europea in merito alla vertenza tra la società Stradasfalti e l’Agenzia delle Entrate di Trento. A settembre 2006 la Corte Europea ha dato, infatti, ragione a Stradasfalti che richiedeva il rimborso dell’IVA pagata sulle auto ad uso non strumentale ed il loro uso e manutenzioneper gli esercizi 2000-2004.

In sostanza l’Italia, da sempre, ha consentito una detraibilità IVA molto limitata rispetto a quanto previsto ed applicato all’interno della UE, adducendo motivi congiunturali: queste normative infatti, ripetutamente prorogate, permanevano da oltre 25 anni.

A seguito della sentenza della Corte Europea l'Italia si è trovata costretta ad allinearsi quanto prima alle direttive europee e così per tutto l’anno 2007 la normativa sulla fiscalità ha visto continui cambiamenti.

Lo scorso 3 agosto 2007 l'epilogo:  il governo, con la Legge n.127, ottemperando alle previsioni della Legge Finanziaria 2007 e in linea con il provvedimento EU del giugno 2007 riequilibra la normativa sulle imposte dirette, stabilendo dal 2007 valori di deducibilità maggiori rispetto a quelli prima fissati.

Non solo: una volta tanto la questione è stata riconsiderata a favore del contribuente, con una tassazione agevolata retroattiva, dal 2006, sempre in una logica di bilanciamento tra imposte dirette ed indirette.


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